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La mia recensione quest’oggi sarà un tantino diversa rispetto il solito. Andrò infatti a recensire un fatto di cronaca su cui ho voglia di soffermarmi e parlare con voi. Dopotutto recensire significa “esaminare”, “passare in rassegna”, “riflettere” ed io è proprio questo che voglio fare sul nuovo caso che sta sconvolgendo l’intero pianeta.
Il cannibalismo.

Più in particolare sto parlando della così detta “droga del cannibale”,  chiamata anche  “sali da bagno”, “white china”, “dynamite” o “settimo cielo”.
L’ennesima “stronzata” tirata fuori dal cappello dei giornalisti di cronaca per distogliere lo sguardo del popolo da notizie d’informazione ben più serie e degne d’attenzione, o realtà?

Difficile stabilirlo, poiché le prime notizie di tale “tendenza” ci sono giunte dalla lontana America.
Come non citare infatti il 26 enne Charles Baker, in Florida. Da quanto si può leggere sui giornali on-line, pare egli sia stato preso da impeti di rabbia e violenza nei confronti di un uomo che abitava nell’abitazione dell’ex compagna, spogliandosi nudo e azzannandogli letteralmente un braccio.

O il caso risalente a soli un paio di mesi fa, quando un ragazzo ha preso a morsi il volto di un senza tetto ed un altro, Alexander Kinyua, ha ammesso di aver ucciso il compagno di stanza per mangiargli parti di cuore e cervello.

Ma potremmo spostarci dall’America per giungere sino in Cina, dove è stato arrestato un uomo di 56 anni accusato di aver divorato le carni di almeno 20 ragazzi adolescenti, vendendola pure al mercato e spacciandola per struzzo.

All’origine di tutto ciò, sembra esserci l’assunzione dei chiacchierati “Sali da bagno”.
Ma può realmente un mix di cocaina, Lsd, ecstasy e metanfetamina portare a tanto?

Una domanda che avremmo lasciato latitante nel nostro cervello, non fosse che ora pare tali sintomi si siano verificati pure in Italia.
Siamo a Genova e un 26enne ha aggredito l’ex compagna strappandole il labbro.
Nelle indagini sono state trovate sostanze stupefacenti non ben riconoscibili.

Sembrerebbe proprio di vivere all’interno di uno dei migliori capitoli di Resident Evil, non fosse che il Dipartimento Politico Antidroga affermerebbe non esistere la droga del cannibalismo, riducendo il caso di Genova a puro evento di violenza stimolato da eccitanti ben conosciuti come possono essere la cannabis o la cocaina.

Stanno cercando di farci vivere all’interno di una saga horror o nuovi pericoli attanagliano la nostra tranquillità?
Per dirlo, forse dovremo attendere di trovarci faccia a faccia con uno dei fantomatici cannibali.

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