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Dopo svariate notizie che da sempre si susseguono riguardo violenze sulle donne, leggerne una così, come titolo preannuncia, fa inevitabilmente sobbalzare la maggior parte dei lettori con un “ben gli sta!”
Purtroppo non v’è mai felicità nel leggere articoli di questo genere; tuttavia, questa volta si può dire che la vittima abbia avuto la sua “vendetta”, seppur abbia perso qualcosa di molto più caro che non le verrà certo restituito.

Ma vediamo di capire cosa è successo:

Siamo in Russia, in particolare nella città di Iskitim, nella regione siberiana di Novosibirsk. Un uomo di 29 anni, coetaneo della vittima, fa irruzione nel cuore della notte nella sauna che gestisce la giovane donna, rompendone i vetri.
Svetlana, questo il nome della vittima, fu colta di sorpresa nel sonno e senza rendersene conto s’è ritrovata a dover subire maltrattamenti per finire in una vera e propria violenza sessuale, la quale l’obbligava ad avere pure rapporti orali.
Proprio durante questi ultimi atti, la giovane russa sembra aver reagito “azzannando” al pene il proprio aggressore, il quale in preda a dolori lancinanti è scappato urlando alla ricerca di medici.

Svetlana denunciò ovviamente l’accaduto alle forze dell’ordine, le quali dopo aver ritrovato l’aguzzino non hanno faticato a farlo confessare.
Una storia all’apparenza finita “bene”, non fosse che la donna si trovasse al terzo mese di gravidanza, perdendo di conseguenza il bambino.
Ad oggi, quest’ultima riguardo l’accaduto asserisce: <Spero che l’effetto della mia autodifesa serva come vera punizione, oltre alla pena detentiva>
Non possiamo dunque che augurarle di ricordare l’accaduto come un brutto sogno.

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