Tag

,

Come tutti sappiamo, le storie iniziano.. e nella maggior parte dei casini finiscono.
Purtroppo però, non sempre esse si portano al termine con serenità.
E questo sembra proprio essere il caso di Ted Richard Bloem, un 46enne del Michigan.

L’uomo, infatti, non accettò di buon grado la propria situazione sentimentale decidendo così di vendicarsi dell’ex compagna, avendo come complice una duplice copia delle chiavi di casa.
Fu così che inizialmente si introdusse nell’appartamento della 32enne in assenza di quest’ultima, strappando e rovistando nei suoi vestiti. Ma tal gesto non sembrò certo soddisfarlo, architettando qualcosa di molto più diabolico.
Introdottosi nuovamente nella proprietà della donna, ebbe infatti la “genialata” di contaminare le bottiglie di vino della giovane con la propria urina, versandola accuratamente in ciascun campione.

La malcapitata, alcuni giorni dopo, sorseggiò il fantomatico intruglio notando inevitabilmente qualcosa di strano nel sapore di quello che teoricamente doveva essere del semplice vino.
Temendo per la propria incolumità e di un attentato avvelenamento, ella chiamò la polizia la quale impiegò solo poche ore per stanare il colpevole.
Ricoverata in ospedale, Ted aveva cercato infatti di contattare più volte la ex, confessando infine di aver urinato nelle bottiglie di vino.

Denunciato, al processo il suo avvocato tentò di difenderlo affermando che la pipì non fosse una sostanza nociva e che addirittura in alcune culture essa è assunta come segno di fratellanza e benevolenza.
Che dire, certo un modo davvero singolare per manifestare il proprio amore nei confronti del prossimo, cosa che in ogni caso siamo certi non essere stata nelle intenzioni di Bloem.

Per lui due anni di carcere per attentato avvelenamento

Annunci