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Premetto, quando ho letto questa notizia mi son detta: ma cavolo, questa sono io!!! Continuando ad addentrarmi nello specifico, il mio conseguente pensiero è stato: ok, meglio non farlo sapere a nessuno.

Ma dal momento che non credo d’esser l’unica (non siate timidi, scommetto che almeno la metà di voi soffre della stessa sindrome) ho deciso di voler scoprire chi altro come me soffre della cosiddetta sindrome dello squillo fantasma!

Ebbene, per avere delle risposte è innanzitutto importante chiedersi: in cosa consiste tutto ciò?
Vi è mai capitato di avere il telefonino in tasca o nelle vicinanze e credere di averlo sentito suonare per poi accorgervi che in realtà nessuno v’ha cercato?
Se inizialmente eravate convinti che ciò fosse solo una semplice errata impressione, ad oggi vi posso dire con certezza che si tratta di una patologia.
Si chiama “Ringxiety” , una singolare forma di suggestione psicologica derivante da particolari dinamiche della mente le quali poi sviluppano sintomi quali stress, ansia, impulsività, umore altalenante.
Il termine deriva infatti dalle parole contratte di “ringer” squillo e “anxiety” ansia ed  è stato descritto come fenomeno psico-acustico ansiogeno.
Alcuni studi affermano che alla base di questo disturbo vi sarebbe un insicurezza generale che porterebbe l’individuo al desiderio d’esser contattato il più possibile, oltre ad una naturale predisposizione allo stress ed ansia.

Ma in sostanza, perchè il nostro cervello ci da queste errate informazioni?
Al giorno d’oggi siamo sempre più bombardati da un eccesso di suoni e rumori che renderebbe la nostra materia grigia sempre in uno stato di allerta e iper vigilanza.
Insieme a particolari situazioni d’ansia, questo sovraccarico genera vere e proprie “allucinazioni” uditive con conseguenti stati ansiosi.

Per le stesse dinamiche, è stato coniato anche il termine “vibranxiety“, ovvero la falsa impressione di percepire la vibrazione del proprio cellulare.
Il cervello crea all’interno di se delle particolari connessioni che utilizza per codificare squilli e vibrazioni. Essendo noi sempre esposti a una miriade di suoni e stimoli, come detto poco più su, capita di percepire sensazioni simili che la nostra mente associa direttamente al nostro cellulare, facendoci realmente avvertire la sensazione di aver avuto il telefonino vibrare in tasca.
La cosa davvero singolare resta il fatto che tutto questo possa accadere anche quando non abbiamo l’apparecchio con noi.

Sarà dunque il caso di tornare a penna e calamaio per la nostra salute mentale?

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