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Solitamente i requisiti fondamentali per riuscire ad un colloquio di lavoro sono sicurezza, sincerità e dialettica.
Non sappiamo se l’uomo in questione avesse il primo e l’ultimo, ma indubbiamente godeva di sincerità. Forse sin troppa!

Christopher Stringham, questo il nome del ventiseienne che nel Missouri ha fatto un colloquio di lavoro per un incarico da civile nel Missouri State Highway Patrol, pare infatti aver ammesso con sincerità troppe cose di se stesso. Tanto da finire direttamente in manette.
Cosa avrebbe detto?
Ad una delle domande di prassi come “ha commesso crimini per i quali potrebbe essere perseguitato penalmente?” cui si è abituati sentirsi rispondere “no” in qualunque caso, Christopher ha risposto invece con convinzione “sì”.
Inutile immaginare lo sguardo di stupore che gli si è voltato contro e la conseguente domanda “quale?”
Il Giovane ha ammesso di aver toccato un bambino diverse volte, ma di non esser mai stato scoperto.
Facile sorridere all’ultima affermazione, benchè da sorridere in una storia del genere vi sia ben poco.
Conseguentemente, il colloquio svolto non è più stato di lavoro, ma al cospetto della polizia di  Park Hills che lo ha giustamente arrestato.

…Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi? Qui in modo un po’ eclatante.

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