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Le abbondanti nevicate che in questi giorni non danno tregua, ormai non ci lasciano più dubbi: siamo in pieno periodo natalizio!

E quindi come ci comportiamo a Natale?

Solitamente dopo l’8 Dicembre si inizia a fare l’Albero. Parte la caccia agli oggetti più inutili da regalare a parenti e conoscenti, si portano a casa Pandoro e Panettoni omaggio dai supermercati, si tira fuori lo scatolone dove l’anno passato è stato riposto il presepe con tutte le statuine e l’ovatta per fare la neve… e chi più ne ha  più ne metta!

Ma vi siete mai chiesti….. perchè? Il perchè si faccia il presepe è piuttosto immediato e logico. Ma perchè si fa l’Albero di Natale? Ognuno di noi è nato con questa tradizione, portandola avanti senza probabilmente essersi mai chiesto da dove provenga.

Ebbene, immaginatevi in sottofondo la musichetta di Super Quark, perchè La Ferdeko sta per svelarvi l’arcano dell’ALBERO DI NATALE.

albero-di-natale-danimarca-copenaghenDel nostro tradizionale Abete si hanno notizie nel lontano 1441 quando in Estonia venne eretto nella piazza del municipio un abete al cui cospetto ballavano giovani scapoli e donne alla ricerca dell’anima gemella. (Le prime testimonianze di Maria De Filippi 😀)
Inizialmente veniva decorato con noci , mele, datteri e fiori di carta i quali andavano ad abbellire l’albero, simbolo del rinnovarsi della vita.
Ma curiosi sono anche i giochi che venivano svolti in collegamento a quest’usanza. Infatti, oltre ai balli citati, veniva effettuato un gioco chiamato “di Adamo ed Eva”dove tutto veniva riempito e decorato con della frutta per ricreare l’abbondanza e quindi il Paradiso Terrestre. L’abete godeva di una profonda valenza magica secondo gli antichi, per la peculiarità di rimanere sempre verde anche nelle stagioni invernali.

Sebbene l’usanza fosse da correlare a delle tradizioni protestanti, col passare del tempo il simbolo venne accettato anche dal cristianesimo il quale spiegava l’abitudine di addobbare l’albero come “celebrazione del legno” in ricordo della Croce di Gesù.

L’accezione moderna di Abete natalizio, la si ha solo a partire dai primi del Novecento, anni in cui l’albero divenne simbolo immancabile nelle case europee, specialmente in quelle di origine tedesca o comunque del Nord Europa.
Come per tutte le cose, conseguentemente al dopoguerra, ciò ha assunto un valore commerciale e consumistico sino ad arrivare ai giorni nostri.

Ad ogni modo, una leggenda narra che l’Abete fosse un albero del giardino dell’Eden, considerato albero della vita le cui foglie avvizzirono in aghi quando Eva colse il frutto proibito, non fiorendo più fino alla notte in cui nacque Gesù.
Un altra leggenda invece, vuole che Adamo portasse con se dall’Eden un ramoscello dell’albero del bene e uno del male. Questi ramoscelli divennero gli Abeti usati per l’Albero di Natale.

Perchè ai nostri giorni, l’albero si addobba con le palle natalizie?

palle-di-natale (1)Sembra una cosa di poco conto, in realtà anche questo dettaglio ha una sua leggenda.

Si narra infatti che a Betlemme vi fosse un povero artista di strada che non avendo doni per  Gesù appena nato, gli offri l’arte che meglio sapeva fare. Il giocoliere.
Con questo gesto, egli riuscì nell’intento di far ridere il bimbo , rimanendo le palline colorate nell’usanza popolare, simbolo di quel momento.

E come mai, fra i simboli natalizi e addobbi, c’è anche il bastoncino di zucchero?

bastoncini-di-zuccheroEbbene, il classico bastoncino se ci fate caso ricorda la forma di una J, ad indicare l’iniziale del nome Jesus. Qualcuno afferma ricordare anche la forma del bastone da pastore, essendo Gesù identificato anche in quella figura.
L’idea nacque da un dolciaio, le cui intenzioni erano proprio quelle di ricreare una caramella che ricordasse il figlio di Betlemme. Il colore bianco a strisce rosse , sembra frutto di una scelta casuale. In realtà anche per quello v’è una spiegazione: il bianco rappresenta la purezza di Gesù, le strisce rosse più grosse  il sangue di Cristo versato per i peccati del mondo mentre le tre più sottili, le frustate incise sulla sua schiena dal soldato romano.

Il sapore è tipicamente quello della menta piperita, poichè simile alla pianta aromatica utilizzata nel Vecchio Testamento per Sacrificare e Purificare.

Che dire? Sicuramente una visione diversa dei dolciumi e addobbi di cui ci stiamo sprecando in questo periodo e a cui di certo non pensiamo mai  !  🙂

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